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Jazz Convention review | Live in Sant'Anna Arresi 2013

DINAMITRI JAZZ FOLKLORE & AMIRI BARAKA - Live in Sant’Anna Arresi 2013 (Rudi Records 1029; Italy) «I got a message from Sun Ra! (...) Your world is in transition!» Parole e musica si muovono intorno alla figura articolata, eccentrica, e di Sun Ra e al messaggio portato dai suoi lavori. Spoken word, racconto, testimonianza, invettiva politica si combinano con una miscela sonora capace di unire groove e libertà in una attitudine, allo stesso tempo, emotiva e radicale. Dinamitri Jazz Folklore è una formazione da sempre attenta al valore delle parole e delle storie raccontate attraverso la musica. Il Live in Sant'Anna Arresi, registrato nel 2013 nell'ambito del festival Ai Confini tra Sardegna e Jazz, rappresenta perciò un ulteriore passo in un cammino che era già transitato per Congo Evidence, il disco nato dall'incontro con Sadiq Bei, e La Società delle Maschere, pubblicato nel 2012. Amiri Baraka è stato un protagonista della storia culturale afro-americana del novecento. Il suo volume Il Popolo del Blues è un caposaldo ineludibile nell'analisi e nello studio della vicenda musicale e artistica statunitense. La sua voce - roca e militante, calda ed aspra allo stesso tempo - diventa la colonna narrativa delle musiche proposte dal Dinamitri Jazz Folklore. Parole che combinano senso e suono, significati, suggestioni e racconti: se la musica e la filosofia di Sun Ra sono il baricentro dei movimenti sonori del disco, è facile immaginare come vengano raccolti e rilanciati di continuo altri stimoli, è facile immaginare come l'interesse di tutti i protagonisti sia raccontare ed esprimere il proprio punto di vista sul jazz, sulla vicenda afroamericana, sui suoi santi e sulle sue leggende, sulla successione e sull'evoluzione delle diverse prospettive estetiche legate alla musica, espresse attraverso suoni. La musica del Dinamitri Jazz Folklore ha come marchio di fabbrica una peculiare capacità di unire attenzione al groove e ricerca dell'improvvisazione libera e senza compromessi: le diverse anime del racconto proposto da Baraka si sposano perfettamente con la pratica della formazione e, anzi, rilanciano di continuo l'azione, traccia dopo traccia. La conoscenza dell'inglese aiuta - o, quantomeno, agevola -ad entrare nel flusso narrativo: riferimenti narrativi, nomi di personaggi e titoli di brani permettono anche a chi possiede minore dimestichezza con la lingua di seguire il senso del discorso. Un'ora di musica compatta e ribollente dove la band riesce a dare coerenza ai taglienti assolo di chitarra di Gabrio Baldacci e al dialogo informale tra voce e strumenti, a tenere insieme riff, blues, matrici ancestrali, senso collettivo dell'espressione in un equilibrio sempre instabile e sempre estremamente ben condotto. Se il disco, in qualche modo, può essere considerato un omaggio a due figure come Sun Ra e Amiri Baraka, personaggi che costituiscono senz'altro un riferimento per Dinamitri Jazz Folklore, la formazione riesce a proporre nel lavoro tutte le sue peculiarità. Una transizione - per riprendere la citazione con cui abbiamo aperto la recensione - tra momenti scenici diversi diretta con personalità e con una forte visione di insieme. [Fabio Ciminiera, Jazz Convention]

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