Rudi RecordsCreative Music and Adventurous Jazz

Jazz Convention review | Alos

Maria Merlino, Alos, Rudi Records 2017

Patchwork umorale e coloristico che incorpora e aggrega (entro una corrente di non minima freschezza) il dettato di più espressioni dello spirito avant-garde, Alos è dichiaratamente debitore dell'opus di Anthony Braxton, esplicito dedicatario del lavoro; e così come alle speculazioni (e alla personalità) di questi non è mai stata del tutto estranea una certa componente ludica, l'incisione si muove in effetti entro una dimensione ampia e non vincolata al rigorismo della ricerca. Un rumorismo arioso, una corrente ritmica atipica ma che non di rado assume strutturazione e swing, le propulsioni delle elettroniche, l'ancia duttile, le guizzanti ed ipercinetiche corde elettriche, la profonda corrente bassa configurano un soundscape in movimento che perviene all'obiettivo di un'improvvisazione figurativa a collettivo indipendente. Evidente la preparazione del tessuto d'insieme (secondo una "notazione personale" dell'Autrice), pure questo si dipana entro ampi margini d'indeterminazione: piuttosto personale l'occasionale selezione di motivi e materiali, dalle noci precocemente arruolate a giocattolo sonoro a blande tracce di nenie e motivi infantili, che incrociano più forti segni d'avanguardia elettroacustica, dal free altalenante tra prime e contemporanee generazioni agli incursori del post-prog usi agli idiomi jazz. Una corrente autoriale da approfondire, che in questa prova soddisfa almeno nella partecipazione contributiva al panorama più vitale del suono da esplorazione. [A.Del Noce, Jazz Convention]

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